Gli arbitri non devono scioperare, il campionato dilettantistico e giovanile merita rispetto
Gli arbitri non devono scioperare, il campionato dilettantistico e giovanile merita rispetto
Lo scorso fine settimana il campionato dilettantistico e giovanile è stato interrotto a causa di uno sciopero degli arbitri. Questa decisione ha sollevato molte polemiche, specialmente tra le società sportive che sostengono i costi delle iscrizioni e delle gare. Gli arbitri, essendo pagati direttamente dalle società, non dovrebbero mettere a rischio lo svolgimento delle competizioni con simili proteste.
Sebbene ogni situazione spiacevole vada affrontata con serietà, bloccare interi campionati non è la soluzione. Gli arbitri devono svolgere il loro compito con professionalità, anche di fronte a episodi di tensione o violenza. Lo sciopero, oltre a danneggiare le società e i giovani atleti, rischia di alimentare un clima di divisione che non giova a nessuno.
Se davvero è necessario protestare, allora la decisione dovrebbe partire dalle alte sfere del calcio e coinvolgere tutto il movimento, dando un segnale di unità e serietà. È dall'alto che deve arrivare il buon esempio, non da chi opera nei campionati minori, dove il calcio è fatto di passione e sacrifici.
Questa protesta nasce da un episodio in cui un arbitro ha subito una reazione violenta da parte di un giocatore. Certamente, tali gesti sono da condannare fermamente. Tuttavia, se ogni categoria iniziasse a scioperare in risposta a situazioni simili, immaginate cosa accadrebbe: i giocatori sciopererebbero per decisioni arbitrali discutibili, le società per la mancanza di tutele e così via. Il calcio finirebbe in un caos totale.
Gli arbitri devono trovare soluzioni più costruttive per affrontare i problemi, senza penalizzare chi lavora duramente per garantire il regolare svolgimento delle competizioni. Lo sciopero non può essere una risposta, soprattutto quando colpisce i più piccoli e i dilettanti, che rappresentano il futuro e la base dello sport.